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Come devo comportarmi con la data di scadenza del caffè riportata sul sacchetto?

Quella impressa non è la data di scadenza ma è la data consigliata di consumo entro la quale garantiamo che il prodotto mantiene le caratteristiche di gusto e profumo ottimale, ma si conserva bene anche per un periodo superiore a quello segnato, perciò volendo può essere ancora usato entro limiti logici.


Alcuni sacchetti perdono il sottovuoto, come mai?

Il caffè anche se tostato rimane un prodotto vivo, la perdita del sottovuoto nel sacchetto è dovuta all'aria che ancora esiste nel sottovuoto, (poiché il sottovuoto assoluto non c'è mai si può arrivare all' 85 % circa), così l'aria che ancora esiste nel sacchetto si libera con la maturazione delle sostanze volatili del caffè stesso, ed il sacchetto perde il sottovuoto. Nel nostro sistema di lavorazione si attua un processo di degasificazione del prodotto prima di chiuderlo nel sacchetto, ma contrariamente ad altri, cerchiamo di mantenerlo ancora vivo affinché mantenga aromi e sapori caratteriali, correndo è vero, questo leggero rischio di qualche sacchetto che perda il sottovuoto. Noi vogliamo però che i profumi e le valenze del caffè siano perfette ancora dopo qualche tempo che il prodotto è confezionato. Nell'altro sistema il caffè forse perderebbe alcune proprietà di gusto.


I barattoli di caffè che ho ricevuto questa volta mi sembra contengano meno prodotto dei 250 g segnati perché sono meno pieni?

E' soltanto una questione di volume e non di peso, poiché il peso viene determinato automaticamente da una pesatrice elettronica sulla linea. Poi per migliorare la conservabilità del prodotto e mantenere così tutti i profumi organolettici viene immesso dell'azoto per eliminare l'ossigeno dalla lattina e poi viene chiusa automaticamente. Il minor volume apparente può essere determinato da questa pressione, oppure da una macinatura piu' fine, ma garantiamo che il peso è quello dichiarato.


Mi spieghi i trucchi per fare un buon caffè, perché a mio marito come lo preparo non piace?

Il gusto ottimale del caffè che vada bene ad ognuno è difficile stabilirlo a priori: a chi piace più forte, a chi più delicato, e ciascuno trova un suo particolare gradimento legato alle proprie abitudini ed ai propri gusti. Spesso sentiamo dire: Il caffè che prendo in quel bar è più buono di tutti, oppure il caffè che mi preparo a casa con la tal miscela è insostituibile… ed ogni persona ha le sue preferenze insindacabili e lecite. Andiamo per ordine: per fare un buon caffè serve una buona miscela sicuramente, poi dipende dalla caffettiera usata, e soprattutto dall'acqua che usiamo. Ogni azienda prepara varie miscele dai gusti leggermente diversi proprio per andare incontro alle varie esigenze, con miscele di caffè leggermente diverse, con tostatura più o meno accentuata, la macinatura più o meno sottile sarà perciò più adatta a quel tipo di caffettiera e meno per l'altra, e così via.